Unità (History repeating)
Filippo Basetti » 9 - apr 27, 2011 Categoria: ADD 2011 -DVD PAL HD 16:9
-Durata min 7 circa
-Regia e soggetto di FILIPPO BASETTI
-Direttore della fotografia CARLO CHIAVACCI
-Attore ALESSANDRO MOLLO
-Suoni MANGIACASSETTE
-Pistoia 2011Una partita a carte tra un giovane di oggi e una non presenza che rappresenta forse lo
Stato, il Governo o l'Italia stessa. Un partita no-sense giocata con carte bianche, con cui il
protagonista cerca di vincere un incontro che dura oramai da 150 anni: riconoscersi in
qualcosa di non definito e non tangibile, come può essere il sentirsi parte di una Nazione,
o essere allo stesso tempo Stato e Popolo. Un avversario che parla attraverso delle frasi
che sono allo stesso tempo attuali sia nel 1861 che nel 2011, e che ci vengono
sottolineate da quelle "Scopa!" che il giocatore fa durante il gioco. Una partita beckettiana
o forse una partita con la morte, aspettando un non definito Godot, dove siamo noi a perire
di fronte a una immobilità o ad una assenza di certezze.
Un gioco che ci riguarda tutti, in cui a volte, con le situazioni che ci circondano e con le
cose che non vediamo e perciò non capiamo, siamo coraggiosi o inermi o titubanti.
Una partita che ci vede impegnati senza fine, dove ci giochiamo i sogni, le aspettative, i
desideri, un lavoro, un mondo migliore, la nostra vita...........
Una partita che, in questo caso, sicuramente il protagonista sta vincendo, ma che si
conclude col dubbio che forse è meglio giocarla ancora un po' e sentirsi padroni di se
stessi e della propria vita, invece che chiuderla per sentirsi ancora più impotenti di fronte
all'Italia di oggi e di ieri. ![]() ![]() Categoria: ADD 2011 -DVD PAL HD 16:9
-Durata min 7 circa
-Regia e soggetto di FILIPPO BASETTI
-Direttore della fotografia CARLO CHIAVACCI
-Attore ALESSANDRO MOLLO
-Suoni MANGIACASSETTE
-Pistoia 2011Una partita a carte tra un giovane di oggi e una non presenza che rappresenta forse lo
Stato, il Governo o l'Italia stessa. Un partita no-sense giocata con carte bianche, con cui il
protagonista cerca di vincere un incontro che dura oramai da 150 anni: riconoscersi in
qualcosa di non definito e non tangibile, come può essere il sentirsi parte di una Nazione,
o essere allo stesso tempo Stato e Popolo. Un avversario che parla attraverso delle frasi
che sono allo stesso tempo attuali sia nel 1861 che nel 2011, e che ci vengono
sottolineate da quelle "Scopa!" che il giocatore fa durante il gioco. Una partita beckettiana
o forse una partita con la morte, aspettando un non definito Godot, dove siamo noi a perire
di fronte a una immobilità o ad una assenza di certezze.
Un gioco che ci riguarda tutti, in cui a volte, con le situazioni che ci circondano e con le
cose che non vediamo e perciò non capiamo, siamo coraggiosi o inermi o titubanti.
Una partita che ci vede impegnati senza fine, dove ci giochiamo i sogni, le aspettative, i
desideri, un lavoro, un mondo migliore, la nostra vita...........
Una partita che, in questo caso, sicuramente il protagonista sta vincendo, ma che si
conclude col dubbio che forse è meglio giocarla ancora un po' e sentirsi padroni di se
stessi e della propria vita, invece che chiuderla per sentirsi ancora più impotenti di fronte
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