Vjing
Come quasi tutte le innovazioni legate alla tecnologia e alla cultura, la prima performance di vjing si è svolta a New York, al club Hurrah. Erano i primi anni….. Grazie ad una fortunata intuizione di Merril Aldighieri, che venne invitato a proiettare un suo docufilm all’interno di una discoteca, che ebbe l’idea di integrare le immagini con la musica in modo tale che l’evento in sé non spezzasse il ritmo della serata, nasce il connubio tra suono e immagine. Fu amore a prima vista, un’innovazione che non ha più abbandonato il mondo del clubbing. Quello fu il momento in cui anche le immagini iniziavano a far parte in tutto e per tutto di una serata, dando quel tocco in più che ormai un impianto luci non poteva più dare all’ambiente. Durante i primi anni di attività, i vj non facevano altro che fare riprese live direttamente nei club, che poi riversavano e proiettavano su uno o più schermi simultaneamente, accompagnati da una playlist di brani già selezionati. E’ un passo importante, che marca il legame a doppio filo che la musica e le immagini devono avere, per far si che una performance di questo tipo sia completa. Un altro momento fondamentale, che ha segnato non solo la struttura dei club ma anche l’importanza che assumeva il vj, è stato fatto al club Danceteria, nel quale si trovava una sala dedicata esclusivamente alle performance di musica e video, staccata quindi dal dancefloor e con una sua totale autonomia, che poteva usufruire anche di una parte delle risorse dell’impianto audio del locale stesso. L’evoluzione del vjing passa anche per i concerti live, i videoclip, gli esperimenti multimedia, fino ad arrivare alle moderne sperimentazioni dei social network (come AVIT, un network di video artisti che si scambiano esperienze e materiali) e della costruzione di software (gratuiti o meno, come modul8, resolume e vdmx) o di meeting dedicati ai vj (visionaire, mapping fest, piksel…) specifici per queste performance. Oggi il vj è un artista che raccoglie immagini, le seleziona, le mixa, le adatta alla musica, per raccontare una storia o emozionare tanto quanto il suono e non semplicemente per accompagnare il dj. Non si tratta di far vedere qualcosa, ma di trasmettere emozioni accompagnate anche alla musica. Per questo il vj è anche un esperto di grafica, di web, di software e soprattutto di come si intrattiene un pubblico. Come per i dj, anche i vj hanno la possibilità di effettuare due tipi di spettacoli, con immagini loro e mixate dal vivo o attraverso il resampling (l’utilizzo di materiale di “archivio” anche di altri artisti) E’ una performance audio-visiva che consiste nel mixaggio e nella manipolazione live di immagini provenienti da fonti diverse. Alla base del vjing è il concetto di performance live, concetto che proviene dall’ambito musicale e che indica qualcosa che avviene dal vivo, di fronte ad un pubblico, come in un concerto.

