addfestival Arti Digitali 2011 http://www.addfestival.com/ Recent Videos Video <![CDATA[(G)UFO]]>  punto G Ufo]]> Tue, 14 Jun 2011 17:33:05 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=201 <![CDATA[Hollywood]]>  Fermare l'ideologia del vietato vietare dove si é abbarbicata la scienza convinta che tutto gli sia concesso. Non può prescindere dalla ricerca di un'etica della scienza. Adesso che si stanno mettendo le mani sull'origine della vita un pericolo reale si prospetta per l'umanità. La sua distruzione. L'arte ha il compito di denunciare, con i mezzi che gli sono propri, a voce alta il pericolo che incombe su tutti noi.]]> Tue, 14 Jun 2011 17:31:31 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=200 <![CDATA[dormiveglia]]>  Dormiveglia. Un salto all'interno di un paesaggio contiguo dove continuiamo a essere noi senza esserlo più e dove come creature smarrite parliamo una lingua che non capiamo. Un luogo che abitiamo ogni notte, privi di volontà e ragione. Dormiveglia, una sospensione morbida ma dissonante tra il conscio e l'inconscio,'dove i confini tra realtà e apparenza si fanno sempre più sfumati e vacillanti e dove la sicurezza esteriore della vita quotidiana non riesce a mascherare un senso di radicale spaesamento.uno stato d'animo enigmatico, un misterioso stordimento che ci accompagna fino al risveglio.]]> Tue, 14 Jun 2011 04:47:26 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=199 <![CDATA[SCHIZOFRENIA]]>  In una coscienza primitiva dell’essere si gioca la visione della realtà di ciò che palesemente è incarnato in tutti quei sistemi di credenze che si assuefanno di quel filtraggio figurativo che è la visione genetica, è dunque con l’operare in simboli ed in codici che il doppio si forma in questa concezione del visibile e del tangibile. Non è la logica parola che prende vita, ma l’illogica razionalità dell’essere, in una psicosi che sfocia nell’accettazione e a suo tempo nella negazione di alter ego che solo nella volontà di esprimere se stesso esce fuori, in modo preponderante. Cosciente dell’incoscienza di tale ego, la mente umana trasforma la visione in ciò che non è, semplicemente per il gusto del caos, nel conflitto di amore e tanathos, nella coesione cosmica del bene e del male, prende vita l’etere che da linfa alla nostra concezione dell’essere, e di conseguenza vede la materializzazione di realtà che si concepiscono come varianti possibili della psiche.]]> Mon, 13 Jun 2011 16:10:32 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=198 <![CDATA[Dementia Praecox]]>  Nella visione sulla psicosi e sulle alterazioni della realtà la mente umana concepisce uno spazio che,nell'esame sulla realtà percepisce come limitato.Nella coesione di due personalità il pensiero si materializza in una visione che crea alterazione nell'individuo,dando la possibilità di vedere oltre quello che la visione ottica permette di vedere,ma in questa divisione della realtà l'occhio concepisce la tridimensionalità dividendo la visione prima in un occhio poi nell'altro,è nell'assenza di un unicum che la psiche partorisce le materializzazioni possibili della visione,non subisce alterazioni alcune se non quelle di una coesione tra l'essere e l'apparire.E' nell'abnegazione di se stessi che prende vita l'alter ego, ed in questo video che si avrà la visione palese della coesistenza della volontà di essere e non essere. In un percorso che porterà i suoi passi nell’essenzialità, del ritorno ad un'unica visione.]]> Mon, 13 Jun 2011 15:49:53 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=197 <![CDATA[visual addiction disorder]]>  Visual Addiction Disorder Lo spazio fisico claustrofobico, funge da “cassa di risonanza” dei suoni e delle immagini relative al lavoro muscolare del soggetto. La sensazione che si vuole trasmettere, è quella di trovarsi in uno spazio dove un cyber-corpo, si scolla dalla sua immagine mediata. Il processo performativo, indaga sul rapporto tra feticismi virtuali e riappropriazione identitaria dell'individuo, che si offre allo sguardo rubato dell’Altro ma, contemporaneamente è egli stesso corpo-occhio indagatore.]]> Mon, 13 Jun 2011 13:50:14 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=196 <![CDATA["La storia dei sogni" Racconti per una solitudine insonne]]>  LA STORIA DEI SOGNI P.S. Che insegna a sognare o a lottare, che è lo stesso. La storia che ti voglio raccontare non me l ha raccontata nessuno. In realtà me la raccontò mio nonno, ma mi avvertì che lavrei compresa solo se lavessi sognata. Perciò ti racconto la storia che ho sognata e non quella raccontata da mio nonno. Il vecchio Antonio si stira le gambe e si strofina le ginocchia stanche. Con una boccata di fumo offusca il riflesso della Luna sul foglio dacciaio che riposa sulle sue gambe e continua: In ogni solco che compare sulla pelle dei grandi vecchi si custodisce e si protegge la vita dei nostri dèi. E il tempo passato che giunge fino a noi. La ragione dei nostri antenati cammina nel tempo. Nelle parole degli anziani più anziani parlano i grandi dèi, e noi stiamo ad ascoltare. Quando le nubi toccano terra, aggrappandosi appena con le loro manine alla cima dei monti, i primi dèi scendono a giocare con gli uomini e le donne e insegnano loro cose vere. I primi dèi non amano mostrarsi, hanno volto di nube notturna. Sono i sogni che sogniamo per essere migliori. I primi dèi ci parlano e ci insegnano nei sogni. Luomo che non sa sognare rimane solo e nasconde la sua ignoranza nella paura. Affinché potessero parlare, conoscere e conoscersi, i primi dèi insegnarono agli uomini e alle donne di mais a sognare, e diedero loro dei nahual perché li accompagnassero nel cammino della vita. I nahual degli uomini e delle donne veri sono il giaguaro, laquila e il coyote. Il giaguaro per combattere, laquila per dar volo ai sogni, il coyote per pensare e non cadere nellinganno del potente. Nel mondo dei primi dèi, i creatori del mondo, tutto è sogno. La Terra su cui viviamo e moriamo è il grande specchio del sogno in cui vivono gli dèi. I grandi dèi vivono tutti insieme e sono tutti uguali. Nessuno è più in alto o più in basso. A mettere disordine nel mondo è lingiustizia che si fa governo e mette pochi in alto e molti in basso. Non è così nel loro mondo. Il mondo vero, il grande specchio del sogno dei primi dèi, i creatori del mondo, è molto grande e tutti sono uguali. Non è come il mondo di adesso, che si restringe perché pochi possano stare in alto e molti in basso. Il mondo di adesso non è giusto, non riflette il mondo dei sogni in cui vivevano i primi dèi. Per questo gli dèi regalarono agli uomini di mais uno specchio che si chiama dignità. In esso gli uomini si vedono uguali e si ribellano se non sono uguali. Così ebbe inizio la ribellione dei nostri antenati, gli stessi che oggi muoiono dentro di noi per permetterci di vivere. Lo specchio della dignità serve a scacciare i demoni che distribuiscono loscurità. Visto allo specchio, il signore delloscurità si vede riflesso come il nulla che la compone. Come se fosse il nulla, in nulla si disfa di fronte allo specchio della dignità il signore delloscurità, che divide il mondo. Gli dèi fissarono quattro punti su cui il mondo doveva poggiare. Non perché fosse stanco, ma perché gli uomini e le donne fossero alla stessa altezza, perché ci stessero tutti e nessuno si mettesse al di sopra degli altri. Gli dèi aggiunsero altri due punti, uno per volare e uno per stare sulla Terra. Un altro punto fissarono gli dèi, da cui gli uomini e le donne veri potessero partire per mettersi in cammino. Sette sono i punti che danno senso al mondo e lavoro agli uomini e alle donne veri: il davanti e il dietro, luno e laltro lato, il sopra e il sotto e il settimo è la strada che sogniamo, la meta degli uomini e delle donne di mais, quelli veri. Una Luna in ogni seno regalarono gli dèi alle future madri, perché nutrissero di sogni i nuovi uomini e le nuove donne, che possiedono la storia e la memoria. Senza di loro, la morte e loblio hanno il sopravvento. La Terra, la nostra grande madre, ha due seni, per insegnare a sognare agli uomini e alle donne. Imparando a sognare imparano a diventare grandi, a diventare degni, imparano a lottare. Per questo quando gli uomini e le donne veri dicono è ora di sognare è come se dicessero è ora di lottare. Il vecchio Antonio smise di parlare, e io mi addormentai. Lassù, il seno della Luna versava latte sul cammino di Santiago. Lalba regnava e tutto era ancora da fare, da sognare, da lottare. El sub, che mette da parte ricordi e un giardino Liberamente ispirato a "Racconti per una solitudine insonne" del subcomandante Marcos http://rizzoemilio.wordpress.com/ http://www.myspace.com/emiliorizzo]]> Mon, 13 Jun 2011 11:56:54 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=195 <![CDATA["Storia del cavallo beige" Racconti per una solitudine insonne]]>  La storia del cavallo beige. Cera una volta un cavallo beige che era beige come un fagiolo, e il cavallo beige viveva in casa di un contadino che era molto povero e il contadino povero aveva una moglie molto povera e avevano una gallina molto magra e un maialino zoppo. E cosi, disse un giorno la moglie molto povera del contadino molto povero: Non abbiamo più nulla da mangiare perche siamo molto povere, perciò dovremmo mangiarci la gallina magra. E così ammazzarono la gallina magra e si fecero un brodo magro di gallina magra e se lo mangiarono. E cosi stettero tranquilli per un po, ma ritornò la fame e il contadino molto povero disse a sua moglie, anche essa molto povera: non abbiamo più nulla da mangiare perche siamo molto poveri, perciò dovremmo mangiarci il maialino zoppo. E cosi arrivo il turno del maialino zoppo, lo ammazzarono e si fecero un brodo zoppo di maialino zoppo e se lo mangiarono. E quando arrivo il turno del cavallo beige, il cavallo beige non stette ad aspettare la fine del racconto, ma fuggi via e si andò a cercare un altro racconto. Liberamente ispirato a "Racconti per una solitudine insonne" del subcomandante Marcos http://rizzoemilio.wordpress.com/ http://www.myspace.com/emiliorizzo]]> Mon, 13 Jun 2011 11:55:10 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=194 <![CDATA["La storia di a volte" Racconti per una solitudine insonne]]>  C'era una volta o forse un'altra volta "per sempre" e "mai" che spadroneggiavano sul mondo erano cattivissimi finche un giorno non arrivò "a volte" che anche se era piccolino, faceva molta paura a "per sempre" e "mai" Perche a volte e solo qualche volta dimostrava a "per sempre" e "mai" che per sempre non è mai per sempre e mai non è sempre mai ma solo a volte. Morale 1. a volte è molto difficile distinguere tra una volta e un'altra volta Morale 2. non bisognerebbe mai dire sempre (bè, a volte si) Morale 3. i "sempre" e i "mai" sono imposti dall'alto, ma qua di sotto compaiono molte volte "i molesti", che a volte, è un altro modo per dire "i diversi" o di volta in volta "i ribelli"]]> Mon, 13 Jun 2011 11:52:59 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=193 <![CDATA[NESSO DI CAUSALITA']]>  Il lavoro video di Tiziana Contino è la cristallizzazione in telecamera fissa di un legame inquietante tra gli accadimenti. Nesso di causalità è proprio la relazione, il rapporto che connette un atto o un fatto all’evento che vi deriva, secondo una prospettiva dinamica di volontarietà dell’actum di un “ corpo in situazione” (U. Galimberti) che è l’unico vivo, di turbamento di una omeostasi. Una linea di delimitazione, un altare, uno schermo dalla fragilità vitrea, una struttura ordinata e verticale di bicchieri vuoti costruita lentamente, metodicamente intorno ad un corpo. È l’intervento esterno, il concorso di complicità, imponderabile perché invisibile. Il delitto perfetto, l’assassino senza movente. Il vetro sa essere il grado zero, sterile, della materia, fluido fisso, “lascia trasparire solo il segno del suo contenuto” (Baudrillard). Contiene il vuoto. Poi il corpo-femmina raccolto, immoto, concentrato, teso,“ privo di identità sociale; il volto dell’individuo è scomparso, rimane un corpo generico, bendato (…) il corpo diventa simbolo di una rivolta di sottrazione” (Galimberti). Escluso lo sguardo, bendato il corpo come una ferita. L’artista sembra sottrarre l’identità per lasciare il gesto, l’atto volontario che porta tuttavia con sé una carica di incontrollabilità delle conseguenze. È un corpo che manifesta sé stesso, si porta ad esistenza. La condanna è l’inafferrabilità, l’imperscrutabilità misteriosa di altri atti concorrenti. Resta la deflagrazione, l’atto traumatico e disintegrante, definitivo, la dispersione delle energie in una esplosione che lascia una alterazione della realtà in frammenti sparsi. Acuminati e baluginanti. Come lame. Solve et coagula. testo Simonetta Angelini]]> Mon, 13 Jun 2011 10:08:41 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=192 <![CDATA[The Mountain of the spirits]]>  LA MONTAGNA DEGLI SPIRITI Di Loredana Raciti [ 2011 ] Sinossi: Un viaggio nel Tibet contemporaneo riporta immagini, sensazioni, odori, dimenticati. Lacerati da una invasione estranea e tagliente così lontana dalla tradizione e spiritualità tibetana. Come se la stessa vetta celestiale della montagna fosse stata uccisa e il suo spirito senza pace, vagasse alla ricerca di un significato valido che potesse acquietare il suo inutile sacrificio. Un Tibet lasciato solo alla mercé dei bisogni di potere ed economia. Non protetto, non rispettato, non compreso come patrimonio dell’umanità. Ciò che rimane di esso sono volti senza patria, senza luoghi sacri di preghiera, senza la possibilità di perpetuare un’antichissima immaterialità e renderla fertile tramite le nuove generazioni. Noi tutti colpevoli e assolti per questo luogo, come per altri, da una triste indifferenza, impotente di fronte alla nostra necessità di vivere il fuoco della preservazione umana che è fortemente legata allo spirito, rinnegando da secoli che senza una riconciliazione tra queste due condizioni noi non saremo mai degli esseri umani completi. -------------------- The Mountain of the spirits [2011] A journey in Contemporary Tibet brings back forgotten images, sensations, perfumes, thorn away by a stranger and sharp invasion so far away from the Tibetan traditions and spirituality. The heavenly mountain peak would kill its spirit without finding peace , and would wander seeking for a valid meaning as to be able to calm its useless sacrifice. Tibet is left alone in mercy of power and economical needs . Not protected , not respected, not understood to be instead an heritage of humanity . What remain are faces without a country , without sacred places where to pray , forbid to practice the antique immateriality and make it fertile for the new generations . In front of these and others places , all of us are guilty and acquitted since centuries and sadly indifferent and powerless to live the fire of the human preservation which is strongly linked to the spirit , we deny that without a reconciliation between these two conditions , we will never be complete human beings.]]> Mon, 13 Jun 2011 09:41:48 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=191 <![CDATA[My left foot]]>  Video di un "Walking through" attraverso il quale l'elemento Acqua-terra e il camminare si fondono e rimandano al rapporto uomo Terra.]]> Mon, 13 Jun 2011 08:30:23 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=190 <![CDATA[Time lock]]>  Timelock è un video creato su una riflessione basata su uno dei più grandi scritti di Marcel Proust "Alla ricerca del tempo perduto". Una domanda figlia dell'ambizione letteraria e filosofica dell'opera: E' possibile intuire di cosa è composto il tempo per cercare di fuggire da esso? Si cerca sempre un motivo per fuggire dal tempo che scorre ma, spesso, ne rimaniamo intrappolati, bloccati. Misurare le cose per averle sotto controllo, il tempo non sfugge a questa regola. Il metronomo rappresenta così una chiave di lettura per interpretare il tempo e ricrearlo artificialmente in una sequenza segnata dall'andamento stesso dei metronomi e dai loro suoni che si susseguono in modo consequenziale con un ritmo ipnotico. L'apparente caos dei suoni fornisce una speranza: si cerca rifugio nei meandri della nostra mente per evadere dall'invadenza del suono incipiente. Si entra così in un mondo interiore costruito sulla contrapposizione tempo perduto-tempo ritrovato, attraverso la memoria involontaria ed il ricordo improvviso ad essa legata. Timelock is a video created on a reflection based on one of the greatest writings of Marcel Proust "In Search of Lost Time. " A subsidiary question of ambition and philosophical literary work: It 's possible to guess what the time is made to try to escape from it? An attempt is always a reason to escape the running time, but often we remain trapped, locked. Measure things to get them under control, the time is no exception to this rule. The metronome is thus a key to interpret the time and re-create it artificially in a sequence represented by the same succession of metronomes and their sounds that follow one another in sequential order with a hypnotic rhythm. The apparent chaos of sounds provides a hope: seeking refuge in the depths of our mind to escape from the intrusiveness of the sound presses. You will enter into an inner world built on the contrast time lost-time regained, through involuntary memory and the sudden memory associated with it.]]> Mon, 13 Jun 2011 03:55:06 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=189 <![CDATA[Spring Breath]]>  video realizzato a Torino di Sangro (Chieti), in una giornata primaverile abbastanza ventilata; la musica è stata composta da me e poi attraverso uno step sequencer in max/msp è stato processato il video per interagire agli impulsi.]]> Fri, 10 Jun 2011 09:55:02 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=188 <![CDATA[Untitled, Fisso lo sguardo]]>  2011, 3’ 25” Fisso lo sguardo è una video-performance sul dispositivo ibrido dello sguardo come elemento di contrasto tra interno ed esterno. Nel cristianesimo questa opposizione tra una visione interiore e l’immersione (spesso tragica) dello sguardo nel mondo e nella folla, viene risolta nell’iconografia cristiana con la rappresentazione dei santi in espressioni estatiche. Lo sguardo del Buddha è, al contrario, uno sguardo introflesso, un vedere-sapere che non è immerso nella folla ma è concentrato nella singolarità dell’individuo. La visione riflessa, registrata e trasmessa attraverso il video smentisce e complica questa dualità, e lo sguardo dell’Altro che minaccia il soggetto, non è unicamente un retaggio occidentale ma coinvolge anche la cultura orientale: nell’atto della consacrazione di un dipinto del Buddha, colui che realizza tale immagine, non può guardare gli occhi del Buddha che egli sta realizzando, ma lavora dandole le spalle, servendosi di specchi.]]> Thu, 09 Jun 2011 11:05:17 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=187 <![CDATA[Undo]]>  Con questo video ho voluto riprendere l’esperienza insieme positiva e negativa del “becoming undone” del pensiero di Judit Butler, come meccanismo estendibile anche alle arti e in perticolare al singolo processo creativo, sottratto continuamente ad una soluzione volta a tracciarne i confini, in favore di uno sviluppo inatteso, che solo nel divenire disfatto, può trovare una ripartenza. In questo caso ad invadere lo schermo non è solo la pelle del fiore, ma quella delle mani e del corpo che interviene su di essa. Questo permette di cogliere la relazione tra queste due pelli come spazio di contatto, spazio reso ulteriormente pelle nella tessitura del video.]]> Thu, 09 Jun 2011 10:45:58 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=186 <![CDATA[“A deep breath”]]>  Il buio, le profondità degli abissi hanno sempre suscitato paure e timori, ma in realtà si ha paura solo di noi stessi. “A deep breath”, mostra la nostra forma primordiale che nasce da tale oscurità interiore.]]> Mon, 06 Jun 2011 12:34:06 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=184 <![CDATA[Welcome To Greed]]>  "Mezzi di comunicazione,innovazioni e tecnologie utilizzate per uno scopo..confondere"]]> Sun, 05 Jun 2011 19:10:21 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=183 <![CDATA[FORMA N.1]]>  Assenza d’identità. Fluttuazioni in un offuscato presente. Così come in origine: forma n.1.]]> Sat, 04 Jun 2011 06:06:00 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=179 <![CDATA[Smart Shop (Part III) - Fix The Identity]]>  Instabilità dellʼidentità, assopita e deframmentata dalla volontà occultatrice della memoria. La ricerca delle componenti interiori attraverso l'esteriorizzazione dei contenuti emotivi elaborati dall'estetica che si impone nel processo in cui l'atto è presentato dalla pietrificazione della memoria collettiva. *Il video rappresenta il processo finale della ricerca già percorsa dalla video-performance Smart Shop (Parte I e Parte II).]]> Sat, 04 Jun 2011 01:53:02 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=178 <![CDATA[Rebirth!]]>  A sad race along "the wall" to forget the horrors of the past. A revival made possible only by the contact between Art and Street, the only way to forget, the only way to rebel. The emotion is generated. The ashes are swept away.]]> Wed, 01 Jun 2011 11:13:16 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=177 <![CDATA[Dimmi chi sono]]>  ‘Dimmi chi sono’ è una storia che si racconta attraverso animazioni scomposte, colte nella tensione di un dialogo che ha come oggetto un’identità destabilizzata. La narrazione ha inizio dallo stato di caos, dall’inafferrabile fragilità di un’esistenza segnata da evento traumatico e doloroso. E’ allora che le azioni più usuali divengono apparentemente prive di senso e i dettagli che fino a quel momento hanno caratterizzato la nostra realtà, si materializzano nella memoria come ricordi sfocati. Ma se è nella proiezione del nostro Io all’esterno, nell’interazione con gli "altri", che lasciamo tracce di noi, è proprio in questo continuo confronto relazionale che diviene possibile ritrovare, come riflessa, la nostra immagine interiore. La componente sonora dell’opera partecipa al senso di confusione e smarrimento, creando la suggestione di un suono sottile, vuoto ed ‘assente’.]]> Sat, 28 May 2011 11:41:22 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=176 <![CDATA[Buttitta]]>  Una voce potente della poesia Italiana del '900. Un poeta semianalfabeta, comunista, commerciante abilissimo, un uomo che ha attraversato la prima guerra mondiale, la resistenza, le lotte dei lavoratori negli anni '60 e '70, un poeta che cantava le sue poesie con voce spiegata, come un antico cantore, "con la sua voce di ferro", come diceva Carlo Levi, un uomo e un poeta per cui tutto era poesia, lo sguardo, le cose, i gesti, la lotta, il dolore, la rivolta contro l' ingiustizia. Un poeta tutto da riscoprire, una voce forte, decisa, in un momento storico in cui la poesia sembra relegata ad un ruolo minore, di canto individuale, solitario. Amato da Pasolini, Sciascia, Contini, Carlo Levi, De Mauro. Un poeta quasi dimenticato, da riproporre con forza, da celebrare con passione. E con riconoscenza.]]> Thu, 26 May 2011 10:49:18 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=175 <![CDATA[The Love That Will Consume The World]]>  Figure evanescenti rappresentate dalle facce deformate dal ghigno dei personaggi dei quadri di Ensor. I luoghi reali diventano non-luoghi aperti solo a figure immaginarie che finiscono col perdere i loro contorni in un vertiginoso caleidoscopio astratto.]]> Wed, 25 May 2011 10:28:25 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=172 <![CDATA[- ‪Animismo Computazionale‬‏]]>  Prendendo le mosse dalla filosofia animista che attribuisce a tutti gli oggetti un’anima e uno spirito carico di qualità divine, muove, grazie all’affermarsi della letteratura e della realtà odierna sull'intelligenza artificiale, verso la pretesa della macchina computazionale di possedere una sorta di "personale autonomia". E’ la nostra esistenza, i sentimenti, le relazioni ed il lavoro a fare di questo mezzo un bisogno materiale e primario indispensabile, arrivando così fino alla sua impersonificazione e divinizzazione, dunque, ad una sorta di animismo elettronico. Questo progetto anzichè proseguire il processo di animizzazione linguistico/computazionale, porta la macchina, parlando il suo stesso linguaggio, ad un' indotta e voluta morte: il crash del sistema. Attraverso la continua somma e valutazione di codici binari, dà vita a frequenze audio e tramite l'analisi delle stesse, vita a linee di colori che segnano il confine tra l’anima (uomo) e la macchina ma, allo stesso tempo e attraverso lo stesso processo vitale, con l' incremento e l'elaborazione eccessiva dell'unità centrale, induce la morte del sistema. NESSUN TIPO DI CAMPIONE/SEQUENCING/EQ O POST PRODUZIONE AUDIO APPLICATA. REGISTRAZIONE AUDIO/VIDEO DAL VIVO CON PANASONIC NVGS 400.]]> Mon, 23 May 2011 15:01:28 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=171 <![CDATA[May, I come in?]]>  “May, I come in?”, mostra e indaga la dualità dell’animo umano. La calma apparente del soggetto nelle azioni più consuete nasconde in realtà un cuore e una mente in conflitto, una rabbia celata che culmina nel tempo di un battito nel consumarsi e distruggersi da se. Il taglio e i colori delle immagini, la tecnica dello stop motion e l’elaborazione grafica fotogramma per fotogramma accentuano tale messaggio coinvolgendo chi osserva.]]> Fri, 20 May 2011 04:33:16 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=170 <![CDATA[Back and Forth]]>  Un cane, inconsapevolmente, copie un percoeso senza meta, alla ricerca costante di qualcosa. Una ossessione che lo porta ad andare avanti e poi indietro fino al punto di partenza. Questo video vuole essere la metafora di una condizione umana, che pone come suo scopo, la ricerca del del proprio posto nel mondo, del proprio essere e della propria identità.]]> Tue, 17 May 2011 12:29:42 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=169 <![CDATA[DER SCHNITTER]]>  DER SCHNITTER si caratterizza per un uso insistente di immagini e tematiche di matrice psicologica, sado-masochistica e autolesionistica, ispirate da un diffuso atteggiamento dissacrante, a tratti profanatorio, nei confronti dei simboli religiosi rappresentati dalla magrezza di una donna inconsciamente artefice del processo delle funzioni del corpo e delle pratiche sessuali. Esso rappresenta l'esperienza di un progressivo passaggio, che implica una "morte ricostitutiva". Il video ed i relativi suoni di natura prettamente post-industriali ripercorrono il viaggio della decomposizione del corpo umano a cui si sovrapone in seguito del "sangue bianco" come simbolo di purezza rigenerativa in micro-azioni che invadono lo spazio circostante, a volte scomposte e imprevedibili, a volte progettate nei dettagli. Tali azioni scivolando inconsciamente nella messa in scena di riti parareligiosi con riferimenti alla liturgia cristiana e alla tragedia greca classica inglobano sensazioni sia erotiche che di disgusto senza soluzione di continuità. La fine sarà la rinascita.]]> Sun, 15 May 2011 01:54:53 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=168 <![CDATA[Never]]>  L’io interiore, il piccolo uomo che alberga in ogni uno di noi. La fuga da se stessi, l’evasione, il sogno di libertà dal nostro stesso carcere.]]> Sat, 14 May 2011 12:34:32 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=167 <![CDATA[THE BUTTERFLY]]>  Una farfalla vola in un tunnel alla ricerca di un’ uscita. Il tema del video fa riferimento alla volontà di ricercare la libertà nel mondo contemporaneo, spesso impedita e ostacolata]]> Sat, 14 May 2011 12:23:31 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=166 <![CDATA[Ice]]>  Ice è un video che tenta di interpretare poeticamente l’umanità e il mondo da essa costruito. In una realtà artificiale, messa in disordine, in cui l’ ambiente chiuso è asettico, un cyberspace, si riconoscono oggetti appartenenti alla realtà quotidiana, sparsi a terra in modo confuso. Ma tutto è congelato: le cose, gli animali, le persone sono ridotti a forme di ghiaccio, destinati a sciogliersi inevitabilmente e a sparire del tutto, lasciando in piedi solo l’involucro umano, costituito dai suoi abiti vuoti.]]> Sat, 14 May 2011 12:16:11 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=165 <![CDATA[House]]>  L’interno di una casa è completamente occupato da strati di ghiaccio e cumuli di neve che scende dal soffitto. La casa verrà letteralmente sommersa dal freddo e dalla desolazione che la neve e il vuoto libereranno lentamente ma senza sosta.]]> Sat, 14 May 2011 12:06:36 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=164 <![CDATA[All around]]>  Un luogo onirico e surreale, costituisce la trasposizione del mondo interiore di una donna, che legge " la società dell'incertezza" di Bauman. Così la protagonista diventa parte del suo stesso paesaggio irreale, dove l'unica certezza è che non vi sono certezze.]]> Sat, 14 May 2011 11:55:57 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=163 <![CDATA[The Big Picture]]>  Cosa accomuna Fred Astaire che balla in una coreografia di eruzioni vulcaniche con un carretto fantasma venuto dal mare, Nikola Tesla sodomizzato da un fulmine a ciel sereno, un maniaco delle vene giugulari difettose, un gruppo di pin-ups appena evase da un carcere di massima sicurezza, e l'inquadratura più triste della storia del cinema?]]> Sat, 14 May 2011 07:49:37 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=161 <![CDATA[Fire]]>  Il fuoco brucia ciò che è dimenticato, deteriorato, riposto nella cantina della nostra mente. li i ricordi, di natura diversa, vengono stoccati in attesa di essere distrutti, sopprimendo così, la propria storia individuale e la propria identità.]]> Fri, 13 May 2011 05:43:17 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=160 <![CDATA[“DECONSTRUCTED VALZER” (Valzer decostruito)]]>  Attraverso la decostruzione del suono di una musica popolare quale un classico valzer ho ricostruito un concetto noto alla filosofia comune: tutto gira, torna su se stesso, si riavvolge continua a riproporsi in maniera uguale o simile in un unico continuo movimento circolare che alla fine va a congiungersi all’inizio.]]> Tue, 10 May 2011 16:28:40 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=158 <![CDATA[Corsa su una linea eterna che ha un inizio e una fine]]>  Il breve transito in qualcosa che percepiamo eterno ma che per noi ha un inizio e una fine. Il soggetto è sempre lo stesso in quanto essere umano. La reale durata del video è infinita.]]> Sat, 07 May 2011 17:56:46 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=157 <![CDATA[SATIRO]]>  antiche danze orfiche]]> Wed, 04 May 2011 06:27:51 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=155 <![CDATA[BIANCO]]>  in concorso]]> Tue, 03 May 2011 06:31:33 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=154 <![CDATA[THE ITALIAN MARRIAGE]]>  Smarrimento nella solitudine della masturbazione, trafitto da schegge di pornografia. Legami impossibili da sciogliere. Ossessione nel vuoto dell'abbandono. Scisso tra la narrazione di una sposa scheletrica e la prigionia che mi relega in un angolo. Lotta eterna nel confronto con me stesso. Terrore nella fucilazione dell'anima. Morte. Arte. Oblio.]]> Mon, 02 May 2011 14:50:26 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=153 <![CDATA["I'm sitting in a room - 2.0"]]>  Tribute to I'm sitting in a room- This work is a clear tribute to the famous audioart piece "I am sitting in a room" (1969) by Alvin Lucier. I've tryed, 41 years later, a different experience, beginning from the same starting point: the reverberation of communication tecnologies kills their own messages. My research through sound and video perception is about society, mass-media, politics, religion. Always using low-budget and affordable tecnologies.]]> Mon, 02 May 2011 06:33:51 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=151 <![CDATA["Wysiwyg"]]>  What is the boundary between truth and triviality? And between entarteinment, art, and mass hypnosis? What is the minimum amount of stimulation needed for a cultural self-conscious society? In the information sistem as in language of advertising, in all mass media as into everyday life, "what you see is what you get" remains an unfulfilled promise. Even in this video. This audio work is sustained by a "video-track" used as a decoy to force spectator to listen the sound. My research through sound and video perception is about society, mass-media, politics, religion. Factors I see around and affecting my life.]]> Mon, 02 May 2011 06:05:31 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=150 <![CDATA["rorschach metro line"]]>  A tribute to the ancient theory of "ambiguous drawings. A ride on the line Yurikamome (Tokyo Automatic train) becomes an abstract series of images. The task of interpreting the author's work is always for the viewer. Soundtrack is an old audio work called "Lady Larsen" (reverbered and deleyed larsen effect - made dancing with a brush-microfone in a room filled with speaker) remixed to fit the video.]]> Mon, 02 May 2011 05:19:41 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=148 <![CDATA[different points of view #6]]>  Multimedia art piece. Music: Ólafur Arnalds - 3055 Photos and production: Elena Secci]]> Sun, 01 May 2011 15:33:48 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=147 <![CDATA[industria]]>  Carne e metallo per l'industria.]]> Sun, 01 May 2011 15:00:25 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=146 <![CDATA[Metrica]]>  Animazione. Video clip musicale. Luca Beolchi - "Metrica" - disegni a china colorati ad acquarello. Musica: Metrica - Kinely(Feat.NeoZ)- apparel music record]]> Sun, 01 May 2011 12:30:18 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=143 <![CDATA[We Give A Body To Devil For Dinner vol. 2]]>  We Give A Body To Devil For Dinner vol. 2, 2009 8mm b/n muto 9'59" trasferito su DVD (ed. 3) courtesy galleria Sabrina Raffaghello (Alessandria) ... Al centro di tutto sembra esserci l’uomo, un uomo, quello di oggi, che deve affrontare non solo la complessità della società in cui vive ma anche la propria, quella dei suoi pensieri e delle reazioni agli eventi, un uomo, insomma, che continua a mettersi in discussione attraverso un incessante processo di metamorfosi. È un po’ come se oggi l’essere umano avesse compreso e accettato che lo stato di incertezza in cui riversa il mondo è proprio anche della mente, e che se generazioni e generazioni hanno avuto timore di tale debolezza, oggi le cose devono andare diversamente, perché questa dovrebbe essere la nostra forza, la scoperta che nulla è scontato, e che tutto può succedere, perché troppe sono le cose che ci condizionano, che ci cambiano, che sconvolgono la nostra personalità… (Elena Forin)]]> Sun, 01 May 2011 11:55:15 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=141 <![CDATA[Unità (History repeating)]]>  -DVD PAL HD 16:9 -Durata min 7 circa -Regia e soggetto di FILIPPO BASETTI -Direttore della fotografia CARLO CHIAVACCI -Attore ALESSANDRO MOLLO -Suoni MANGIACASSETTE -Pistoia 2011 Una partita a carte tra un giovane di oggi e una non presenza che rappresenta forse lo Stato, il Governo o l'Italia stessa. Un partita no-sense giocata con carte bianche, con cui il protagonista cerca di vincere un incontro che dura oramai da 150 anni: riconoscersi in qualcosa di non definito e non tangibile, come può essere il sentirsi parte di una Nazione, o essere allo stesso tempo Stato e Popolo. Un avversario che parla attraverso delle frasi che sono allo stesso tempo attuali sia nel 1861 che nel 2011, e che ci vengono sottolineate da quelle "Scopa!" che il giocatore fa durante il gioco. Una partita beckettiana o forse una partita con la morte, aspettando un non definito Godot, dove siamo noi a perire di fronte a una immobilità o ad una assenza di certezze. Un gioco che ci riguarda tutti, in cui a volte, con le situazioni che ci circondano e con le cose che non vediamo e perciò non capiamo, siamo coraggiosi o inermi o titubanti. Una partita che ci vede impegnati senza fine, dove ci giochiamo i sogni, le aspettative, i desideri, un lavoro, un mondo migliore, la nostra vita........... Una partita che, in questo caso, sicuramente il protagonista sta vincendo, ma che si conclude col dubbio che forse è meglio giocarla ancora un po' e sentirsi padroni di se stessi e della propria vita, invece che chiuderla per sentirsi ancora più impotenti di fronte all'Italia di oggi e di ieri.]]> Wed, 27 Apr 2011 09:05:35 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=139 <![CDATA[Pp]]>  Nell'immobilità c'è sempre un movimento!]]> Tue, 26 Apr 2011 06:21:02 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=138 <![CDATA[Berlin Calliope]]>  Episodio girato a Berlino nel gennaio 2010...sembra tutto congelato. immagini e composizione Antonio Sinisi]]> Mon, 25 Apr 2011 09:51:00 GMT http://www.addfestival.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=35&video_id=137